Caccia alle foche

Cucciolo di foca

Canada – 275.000 foche quest’anno verranno ammazzate con l’autorizzazione del Department of Fisheries and Ocean Canadese.
Verranno ammazzate in un modo atroce.
Verranno ammazzati dei cuccioli di foca perchè è molto facile per i cacciatori catturarli e perchè hanno la “sfortuna” di possedere una pelliccia molto morbida.

A causa dei cambiamenti climatici, che causano la rottura delle distese di ghiaccio, molti di questi cuccioli sono già destinati a morire affogati, non sapendo ancora nuotare.
Quest’anno, infatti, le zone dove abitualmente si potevano osservare folti gruppi di cuccioli sono quasi deserte.

E malgrado ciò, il Governo Canadese non ha autorizzato la sospensione della caccia, per cui quest’anno si stima che l’80 o il 90% dei cuccioli di foca è condannato a morte: infatti, i cuccioli che sopravvivranno allo sciogliomento dei ghiacci perirà a colpi di martellate per mano dei cacciatori.

L’unica concessione “gentilmente” concessa dal Governo Canadese è il divieto ai cacciatori di scuoiare vivi questi piccoli animali.

In Italia, grazie alla campagna della LAV, è stata approvata una prima moratoria alle importazioni di pelli di foca. Ma questo non basta a fermare questo spettacolo sanguinoso, che si ripete ogni anno sotto gli occhi di tutti.

La cosa che più mi lascia perplessa è constatare come questo massacro indigni, ogni anno, solo le coscienze delle persone comuni e non quelle dei governanti delle grandi potenze mondiali, che rimangono totalmente indifferenti, come se non ne fossero a conoscenza o forse, è più esatto dire, come se non volessero saperne nulla? Del resto, è facile intuire che dietro a questo orribile stermino vi debbano essere dei forti motivi economici e che solo eliminando quest’ultimi questa e altri stragi possono essere evitate.

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M’illumino di meno

Il 15 febbraio, vigilia dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, si terrà la “Giornata internazionale del risparmio energetico”.

L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è lanciata, per il quarto anno consecutivo, da “Caterpillar”, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30.

I conduttori del programma, Cirri e Solibello, inviteranno, il 15 febbraio, i loro ascoltatori e tutti coloro che vorranno unirsi all’iniziativa a spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili  dalle ore 18.

Ecco il decalogo con le buone abitudini da seguire il 15 febbraio e non solo:
1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

Lo scopo è coinvolgere attivamente il maggior numero di persone usando un sistema semplice e divertente e, nello stesso tempo, convincere l’opinione pubblica che sono sufficienti piccoli gesti per risparmiare energia e per risolvere un problema che preoccupa molti Paesi nel mondo.

La giornata sarà una vera e propria sfida:  consisterà nel risparmiare il più possibile sul consumo reale di elettricità nelle ventiquattro ore e tale consumo sarà visibile in tempo reale sul sito ufficiale del GRTN (il gestore della rete elettrica).

Antartide, la caccia alle balene continua

Il Giappone riprende la caccia alle balene, approfittando del rientro in porto della nave Esperanza di Greenpeace, che aveva esaurito tutte le scorte di carburante.

A dare la notizia è la stessa Greenpeace, che, anche quest’anno, ha cercato di impedire che il massacro si compisse.

Per due settimane, gli attivisti di Greenpeace con la nave Esperanza sono riusciti a  tenere la nave macelleria giapponese, la Nisshin Maru, a oltre 4.300 miglia nautiche di distanza, ostacolando il rifornimento di carburante della Nisshin Maru dalla nave cisterna Oriental Bluebird.

Salvando, in questo modo, oltre cento balene, perchè senza la nave macelleria le rimanenti navi cacciatrici non potevano agire.

L’operazione di rifornimento di carburante, tra l’altro, è illegale nelle acque antartiche per i gravissimi danni ambientali, che essa potrebbe provocare, nel caso di dispersione di petrolio in mare.

Il Giappone, da anni, condanna a morte circa mille balene nel Santuario dell’Oceano Antartico con il pretesto della ricerca scientifica.

In anni di caccia, sostiene Greenpeace, la ricerca scientifica giapponese non ha mai prodotto un dato utile.

Inoltre, sempre Greenpeace promulga un dato inquietante: un sondaggio, pubblicato in Giappone, nel giugno 2006, dal Nippon Research Centre, mostra che oltre due terzi dei giapponesi intervistati disapprova la caccia baleniera in Antartide e che il 95 per cento non mangia mai, o solo raramente, carne di balena.

Pertanto, nei magazzini giapponesi sono ammassate circa 4.000 tonnellate di carne di balena invendute.   

La Commissione internazionale, che è stata istituita per regolamentare la caccia alle balene, si oppone alla caccia commerciale, per cui, al momento, la caccia alle balene è limitata alla ricerca e alla sussistenza di limitate popolazioni indigene.

Ma, questo non impedisce ai tre Paesi: Islanda, Norvegia e Giappone, di praticare la caccia: la Norvegia, opponendosi alla moratoria, è così legalmente autorizzata a continuare la caccia alle balene, mentre il Giappone usa la carta della ricerca scientifica.

Questo dato dimostra l’incosistenza dei provvedimenti, finora presi,  e il disinteresse dei Governi mondiali per il problema.

Malgrado le numerose campagne di sensibilizzazione di organizzazioni non governative, Greenpeace in testa, e la crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica, manca dai Governi di tutto il mondo una reale e severa presa di posizione sulla questione. E, nel frattempo, migliaia di balene, ogni anno, vengono ammazzate in un modo atroce e dopo una lunga agonia, che, in alcuni casi, può durare anche 5 ore, solo per fini di lucro.

Cannolo day per dimissioni di Cuffaro

Manifestazione contro Cuffaro Palermo – Cannoli, in Piazza Politeama, per festeggiare le dimissioni di Salvatore Cuffaro.

Pochi giorni prima, era stato il Presidente della Regione a festeggiare con i cannoli il “successo” della sentenza: essere condannato a 5 anni per favoreggiamento a persone, a loro volta, imputate e condannate per associazione mafiosa, ma non essere personalmente condannato per collusione con Cosa Nostra.

La manifestazione, svoltasi a Palermo sabato 26 gennaio, era nata con l’intento di convincere Cuffaro a dimettersi dall’incarico istituzionale di Presidente della Regione Sicilia.
Ma, poche ore prima, giunta la notizia, che Salvatore Cuffaro aveva deciso di lasciare la poltrona, l’evento di protesta si è trasformato in festa popolare con cannoli a volontà, distribuiti a tutta la gente accorsa in strada, striscioni ironici e musica.